Trenitalia. Sfogo di un viaggiatore.
Partiamo dal presupposto che a nessuno piace spendere. Grazie a internet, i costi di ricerca sono diminuiti.
Per risparmiare sul costo del biglietto del treno, per esempio, è sufficiente andare su internet, e cercare fin tanto che non si trova un biglietto scontato. Una volta che si decide che si vuole risparmiare, inizia una vera e propria caccia al tesoro, resa sempre più difficile dalle limitazioni imposte dal sistema di Trenitalia: account che si bloccano, sito lento… eppure tutta questa fatica e tempo, si potrebbero evitare. Immaginiamo che Trenitalia introducesse l’opzione: “Sono flessibile”, e, automaticamente prospettasse i biglietti alle migliori tariffe. I benefici sarebbero molteplici: migliore customer satisfaction; sito più veloce, a seguito ad una diminuzione delle query effettuate; aumento della domanda, a seguito di una riduzione del prezzo; migliore gestione dei posti disponibili. Dal lato dell’offerta, ciò equivale ad un incremento della redditività.
Sempre a proposito di Trenitalia, ritengo che sarebbe opportuno che introducesse un rimborso in funzione del ritardo acquisito; in caso contrario, una volta superata la soglia minima per la richiesta del rimborso, non esiste più alcun incentivo a decrementare il ritardo acquisito.
Una ulteriore riflessione, riguarda le modalità di attribuzione del bonus: il biglietto va consegnato in biglietteria, e poi, arriverà (forse), a casa il bonus. Tale bonus non può essere utilizzato per i biglietti ticketless, essendo spendibile solo presso le biglietterie. Non si potrebbe, quindi, semplificare questa BUROCRAZIA, permettendo all’utenza di richiedere il bonus on-line e spenderlo direttamente on-line. Ciò compenserebbe l’utenza per i disagi subiti, evitando la creazione di ulteriori disagi ed inefficienze.
La ragione di questa scarsa attenzione al cliente: la situazione di monopolio…