Archive for febbraio 2006

feb192006

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia

Ho visitato il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano. E’ un museo meraviglioso, che mi ha profondamente affascinato e lasciato a bocca aperta… Mi hanno detto che avevo la bocca sorpresa e meravigliosa, come un bambino… La ragione è molto semplice: è un museo interattivo, dove si può “giocare” e “sperimentare”. A mio avviso, il padiglione più bello è quello delle telecomunicazioni: si “gioca” con la teleselezione, con il telegrafo; emerge, chiaramente il processo di miniaturizzazione intervenuto nella Tecnologia. Ho anche visto le diverse idee degli uomini per ottenere energia, e rendere più facili alcuni lavori, come per esempio, il taglio della legna o la polverizzazione della polvere da sparo, o il processo di costruzione dei chiodi. Ho visto anche il Toti, il mitico sommergibile che ha navigato per 80 anni, ha visto epoche diverse. Sfortunatamente, non l’ho potuto visitarlo all’interno, anche se mi sarebbe piaciuto.

Insomma è un museo che si visita piacevolmente, sia da piccoli che da grandi. In particolare consiglio il museo ai più piccolini, poiche esistono dei laboratori a loro dedicati dove poter creare e divertirsi con la scienza.

Visitatelo, io ci ritornerò.

feb172006

Trenitalia. Sfogo di un viaggiatore.

Partiamo dal presupposto che a nessuno piace spendere. Grazie a internet, i costi di ricerca sono diminuiti.

Per risparmiare sul costo del biglietto del treno, per esempio, è sufficiente andare su internet, e cercare fin tanto che non si trova un biglietto scontato. Una volta che si decide che si vuole risparmiare, inizia una vera e propria caccia al tesoro, resa sempre più difficile dalle limitazioni imposte dal sistema di Trenitalia: account che si bloccano, sito lento… eppure tutta questa fatica e tempo, si potrebbero evitare. Immaginiamo che Trenitalia introducesse l’opzione: “Sono flessibile”, e, automaticamente prospettasse i biglietti alle migliori tariffe. I benefici sarebbero molteplici: migliore customer satisfaction; sito più veloce, a seguito ad una diminuzione delle query effettuate; aumento della domanda, a seguito di una riduzione del prezzo; migliore gestione dei posti disponibili. Dal lato dell’offerta, ciò equivale ad un incremento della redditività.

Sempre a proposito di Trenitalia, ritengo che sarebbe opportuno che introducesse un rimborso in funzione del ritardo acquisito; in caso contrario, una volta superata la soglia minima per la richiesta del rimborso, non esiste più alcun incentivo a decrementare il ritardo acquisito.

Una ulteriore riflessione, riguarda le modalità di attribuzione del bonus: il biglietto va consegnato in biglietteria, e poi, arriverà (forse), a casa il bonus. Tale bonus non può essere utilizzato per i biglietti ticketless, essendo spendibile solo presso le biglietterie. Non si potrebbe, quindi, semplificare questa BUROCRAZIA, permettendo all’utenza di richiedere il bonus on-line e spenderlo direttamente on-line. Ciò compenserebbe l’utenza per i disagi subiti, evitando la creazione di ulteriori disagi ed inefficienze.

La ragione di questa scarsa attenzione al cliente: la situazione di monopolio…

feb172006

Libri di Management

Oggi è apparso sul Corriere della Sera, un articolo molto interessante, sui libri di management. Si evidenziava e si criticava il carattere eccessivamente TEORICO e astratto dei libri di management scritti da italiani. Al contrario dei libri americani di management che potrebbero essere definiti “how to book“, orentati non al sapere, ma al saper fare. Ovvero libri che offrono competenze che possono poi essere validamente spese nel mondo del lavoro, dove al nozionismo, non è interessato nessuno. Questa critica ha esattamente incontrato il mio punto di vista: tutti i libri di testo di management nei quali mi sono imbattuto sono scritti in un italiano aulico, vecchio, ed esprimono concetti ovvi; ma non offrono mai soluzioni concrete. La ragione: è più facile parlare; è più difficile dare soluzioni concrete, implementate ed implementabili.

feb152006

Trasparenza

Sempre di più si parla di trasparenza. Tutte le ultime attività istituzionali e non, sono orientate ad aumentare la trasparenza: nelle decisioni della PA, nel processo di rating delle PMI, sul costo di un conto corrente bancario, sul processo di decisione della BCE. Eppure l’università Luiss Guido Carli, non è riuscita ad essere trasparente, e a tenere un comportamento limpido: diffondendo i piani di studio completi in ogni parte, e con i docenti relativi di ciascun insegnamento, solo un mese dopo l’inizio delle lezioni. Secondo voi, per quale ragione? Forse per evitare comportamenti opportunistici da parte degli studenti, volti ad evitare alcun professori poco graditi? Secondo me è sbagliato non permettere questi “comportamenti opportunistici”, essendo una università privata, dovrebbe essere orientata alla customer satisfaction: professori poco graditi, non dovrebbero esistere, oppure dovrebbero trovarsi la classe vuota, in accordo ai desideri della clientela.