“Vi ho scritto questa lettera piuttosto lunga perché non avevo il tempo di farla più corta”
Questa frase si adatta perfettamente a molte situazioni che noi viviamo quotidianamente.
Purtroppo le cause del fenomeno, sono da ricercare, a mio avviso, nell’impostazione del sistema d’istruzione italiano.
A parole si dice di apprezzare la sintesi, ma a fatti si preferiscono le sbrodolature.
Ripensiamo ai temi di italiano che dovevamo svolgere da adolescenti: pagine e pagine, guai se fossero stati lunghi meno di 3 facciate, e con uno stile ricco, frasi lunghe, con almeno 3 subordinate.
Questa impostazione si vede e si riflette nei libri di testo italiani, sempre scritti con uno stile forbito, ricco. Trovo ciò particolarmente vero per i libri di materie manageriali. Apprezzo, invece i testi americani, caratterizzati da frasi brevi, elementari.
Tornando alla frase con cui ho aperto questo post, è evidente che, paradossalmente, la sintesi costa, non siamo abituati a sintetizzare.
Non ci credete? Provare per credere. Chiedete a quante persone volete di raccontarvi l’ultimo libro che hanno letto, la loro tesi di laurea, e cronometrate quanto tempo impiegano a completare questo task. Troppo, evidentemente non sintetizzano.. Riformulate la domanda, questa volta chiedendo di sintetizzare. Ebbene, ascolterete an
cora una volta un poema, di dimensioni inferiori, ma sempre molto lungo.
In aggiunta allo stile ricco, si aggiunge un formatattazione del testo continua, senza interruzioni, senza paragrafi di dimensione ragionevole.
Ulteriore dimostrazione: le slides. Moliti, senza capacità di sintesi, finiscono per riportare frasi, tratte pari pari dal testo.
Apprezzo, personalmente, uno stile schematico, ricco di elenchi puntati.