Scegliere, pianificare.
Per gentile concessione dell’ìng. Massimo Neri.
Sarebbe bello poter pianificare (la vita, una vacanza, un lavoro, un programma di spesa, ecc.) in piena libertà. Non lo si è mai.
Vorremmo poter pianificare seduti comodamente in un bella stanza, con musica di sottofondo, un grande foglio bianco, immacolato, avanti a se, appoggiato su di un tavolo enorme vicino ad una grande finestra che guarda un panorama splendido.
Chiari gli obiettivi da raggiungere, altrettanto chiari i modi per ottenerli, i costi ed i sacrifici ma anche i benefici che ne possono conseguire ed i rischi associati; pochi tratti di matita per individuare i collegamenti e le logiche tra una opzione ed un’altra, una gomma per cancellare le indecisioni, gesti misurati che identificano le priorità e manifestano la consapevolezza delle scelte. Il tutto in grande relax e serenità, in poche parole facendo scelte motivate, sensate ed appropriate.
Ma non è così. Il pianificatore non ha nulla di tutto questo. Le scelte sono prese mentre si trova su di un autobus delle linee metropolitane nelle ore di punta. Il grande foglio immacolato è in realtà un bloc notes tascabile, comunque troppo grande per l’affollamento nel quale si trova. Già pieno di segni (quelli che restano nel foglio successivo e che puoi leggere, a fatica e non senza errori, passando la matita), lasciati da qualcuno che lo ha usato prima di te e che ha già individuato, a suo modo, delle priorità che non sempre sono le tue.Il collegamento che fai tra una scelta e l’altra non è mai diretto: gli scossoni e le buche del percorso fanno sì che il tratto di matita, quando non si spezza, diventi incerto ed irregolare. Calcare sul foglio per cercare di andare dritti non serve perché forzare la mano può significare uno strappo. Non si può cancellare con la gomma: con una mano ti reggi e con l’altra reggi il notes… In breve il foglietto che hai davanti a te è pieno di segni, cancellature, soluzioni che si intersecano. Il tutto in mezzo a gente urlante, ragazze ammiccanti, gomitate, spintoni che ti portano a destra e sinistra. Che fatica essere lucidi.
Alla fine, quando pensi di aver trovato la soluzione e vorresti fare i conti per capire quanto puoi investire, ti accorgi che nella calca qualcuno ti ha rubato il portafoglio… e che le tue risorse, già limitate, sono finite o troppo scarse per far quello che pensavi. Confuso, ti scaraventi giù dall’autobus per far spazio a qualcuno che dietro di te deve scendere a quella fermata… e non ce la fai più a risalire.
E il prossimo autobus, magari, passa fuori tempo massimo.
Non è un incubo, è la vita.
Sarebbe bello poter pianificare (la vita, una vacanza, un lavoro, un programma di spesa, ecc.) in piena libertà. Non lo si è mai.
Avete studiato Marketing e vi hanno annoiato con i discorsi sull’importanza di come il brand è percepito nella mente dei consumatori?
Vi siete mai fermati a guardare in un’affolata aula universitaria i primi giorni.. Osservate come la gente si dispone… Si formano dei gruppetti costituiti da gente omogenea: