Archive for settembre 2007

set262007

Excel sbaglia. Ho paura!

“Bug in Excel – quando si tenta di moltiplicare 850 x 77,1, il risultato secondo Excel è 100000!!!”

Per la precisione: 850 x 77,1 fa 65535 e non 100.000.

Bug Excel

Ora dovrò controllare tutti i calcoli a mano. Forse, quindi, i vari scandali Enroon, Cirio, Parmalat, non sono collegati a comportamenti omissivi delle società di revisione, ma ad errori di Excel? Forse, quindi, esistono pubblicazioni che citano relazioni che forse non esistono? Aiutooo!

Tutto il sapere degli ultimi anni andrà riscritto o rivalidato??

Via | PI

[tags]Bug, Excel, Microsoft, Microsoft Excel, Punto Informatico[/tags]

set242007

Ora sono qui.

Commenti disabilitati
EY

[tags]Stage, EY, Ernst & Young[/tags]

set212007

SPAM Intelligente

Ormai abbiamo tutti installato un sistema anti-spam, sia esso lato server o lato client. Questa piaga ci intasa solo le caselle di posta elettronica, ma il CTR credo che sia prossimo allo 0.
Cosa ci si può inventare?
Creare un account dal nome altisonante e spammare sugli instant messaging: MSN Messenger , Skype.

SENDER: Security Center ®
WINDOWS REQUIRES IMMEDIATE ATTENTION
=============================

ATTENTION ! Security Center has detected
malware on your computer !

Affected Software:

Microsoft Windows NT Workstation
Microsoft Windows NT Server 4.0
Microsoft Windows 2000
Microsoft Windows XP
Microsoft Windows Win98
Microsoft Windows Server 2003

Impact of Vulnerability: Remote Code Execution / Virus Infection / Unexpected shutdowns

Recommendation: Users running vulnerable version should install a repair utility immediately

Your system IS affected, download the patch from the address below ! Failure to do so may result in severe computer malfunction.

[LINK RIMOSSO - molto pulito. professionale]

Ovviamente è SPAM, Microsoft non userebbe certo Skype per avvisarci di un problema al Sistema Operativo.

Si tratta di un hoax. ma molto ben fatto ed efficace.

[tags]MSN, Skype, SPAM, OnlineScan[/tags]

set172007

La cena perfetta.

Quando ceniamo fuori con un gruppo di amici spesso dividiamo il conto in parti uguali. Ma è la soluzione migliore? L’analisi di un economista gourmet.

Vi è mai capitato di andare a cena con un gruppo di persone e di dividere il conto in parti uguali? Tra i miei amici è una cosa molto comune. In quel caso, siete mai stati tentati di ordinare di più? Dopo tutto, per ogni dollaro in più che spendete, pagherete solo 1 dollaro per 1/N (dove N è il numero dei partecipanti alla cena).

Sarah Reber, un’economista dalle intuizioni eccellenti, è stata la prima persona a farmi notare che alcuni mangiano a spese degli altri. Era il 1998 e all’epoca non le ho dato retta.

Ma in seguito mi sono imbattuto in un interessante articolo di Uri Gneezy, Ernan Haruvy e Hadas Yafe, in cui gli autori descrivono un test condotto su un gruppo di persone che andavano al ristorante.

All’inizio della cena, ogni partecipante ha ricevuto, in maniera riservata e casuale, una delle seguenti informazioni:

  • a) ognuno avrebbe pagato il proprio conto;
  • b) avrebbero diviso il conto in parti uguali;
  • c) la persona che aveva proposto l’esperimento avrebbe pagato il conto.

Alla fine chi aveva ricevuto la prima informazione ha consumato meno, chi pensava che la cena fosse offerta ha consumato di più, e chi si aspettava di dividere il conto in parti uguali ha consumato una via di mezzo.

Insomma, le persone consumano di più se sanno che gli altri si accollano parte (o la totalità) del loro conto. E se ne infischiano del danno economico che arrecano agli altri. La logica vorrebbe che ognuno pagasse per sé, ma allora perché è così diffuso dividere il conto? Probabilmente per semplicità: è difficile calcolare quanto ha speso una singola persona. Inoltre, suggerire a tavola che ciascuno paghi per sé è un po’ come accusare gli altri di non avere a cuore le vostre finanze.

Ragionare sul lungo periodo
Quando facevo il dottorato andavo spesso a cena fuori con una mia coinquilina buongustaia. Alla fine davamo entrambi la nostra carta di credito al cameriere perché pagavamo a metà. Il più delle volte, però, il conto era un numero difficile da dividere esattamente in due: 46,13 dollari, per esempio. Di solito la spesa veniva divisa in 23 dollari e 23,13.

A me, in quanto uomo, arrivava sempre il conto più alto. È accaduto troppe volte perché potesse essere un caso. Basandomi su questo piccolo esperimento, immagino che tocchi quasi sempre agli uomini addossarsi quei pochi centesimi in più. Economicamente non cambia molto, ma psicologicamente il dato diventa interessante: i camerieri pensavano che offrire la cena fosse compito mio?

La mia amica Lise mi ha scritto che dividere il conto in parti uguali è ingiusto soprattutto nei confronti delle donne, che in genere mangiano poco (anche se un articolo del New York Times ha segnalato che spesso le donne a una cena galante ordinano la bistecca).

Certo, abbiamo visto che ci sono casi in cui fare a metà è tutt’altro che facile. Ma in genere è la soluzione più semplice. E questo ci porta a una nuova teoria: scegliamo di pagare tutti la stessa somma per esclusione, pur di non infilarci in discussioni e calcoli interminabili che rovinerebbero anche la più piacevole delle cene.

Inoltre, anche se dividere il conto in parti uguali non è sempre giusto, funziona quando il costo è spalmato su una media generale. Oggi potrei ordinare più dei miei amici e domani meno: se ragioniamo sul lungo periodo, alla fine, che importa? La preoccupazione di Lise è che le donne rimarranno sempre al di sotto di questa media, perché di solito ordinano di meno.

Forse è così, ma quest’ingiustizia ne compenserebbe un’altra: quella per cui in genere è l’uomo a pagare la cena quando esce con una donna. Inoltre la spesa sostenuta dall’uomo andrebbe analizzata alla luce di spese tipicamente femminili, come i vestiti, o della differenza degli stipendi tra uomini e donne. Ma questo è un vespaio che sarebbe meglio non aprire. Soprattutto durante una cena galante.


Marginal Foodie
insegna economia a Baltimora. Appassionato di cibo, sul suo blog segnala i migliori ristoranti della città sul piano gastro-economico. Questo articolo è uscito in tre puntate con il titolo The economics of splitting the bill.

Via Internazionale.it | Lady B.

[tags]Cena, Conto, Galanteria[/tags]