La cena perfetta.
Quando ceniamo fuori con un gruppo di amici spesso dividiamo il conto in parti uguali. Ma è la soluzione migliore? L’analisi di un economista gourmet.
Vi è mai capitato di andare a cena con un gruppo di persone e di dividere il conto in parti uguali? Tra i miei amici è una cosa molto comune. In quel caso, siete mai stati tentati di ordinare di più? Dopo tutto, per ogni dollaro in più che spendete, pagherete solo 1 dollaro per 1/N (dove N è il numero dei partecipanti alla cena).
Sarah Reber, un’economista dalle intuizioni eccellenti, è stata la prima persona a farmi notare che alcuni mangiano a spese degli altri. Era il 1998 e all’epoca non le ho dato retta.
Ma in seguito mi sono imbattuto in un interessante articolo di Uri Gneezy, Ernan Haruvy e Hadas Yafe, in cui gli autori descrivono un test condotto su un gruppo di persone che andavano al ristorante.
All’inizio della cena, ogni partecipante ha ricevuto, in maniera riservata e casuale, una delle seguenti informazioni:
- a) ognuno avrebbe pagato il proprio conto;
- b) avrebbero diviso il conto in parti uguali;
- c) la persona che aveva proposto l’esperimento avrebbe pagato il conto.
Alla fine chi aveva ricevuto la prima informazione ha consumato meno, chi pensava che la cena fosse offerta ha consumato di più, e chi si aspettava di dividere il conto in parti uguali ha consumato una via di mezzo.
Insomma, le persone consumano di più se sanno che gli altri si accollano parte (o la totalità) del loro conto. E se ne infischiano del danno economico che arrecano agli altri. La logica vorrebbe che ognuno pagasse per sé, ma allora perché è così diffuso dividere il conto? Probabilmente per semplicità: è difficile calcolare quanto ha speso una singola persona. Inoltre, suggerire a tavola che ciascuno paghi per sé è un po’ come accusare gli altri di non avere a cuore le vostre finanze.Ragionare sul lungo periodo
Quando facevo il dottorato andavo spesso a cena fuori con una mia coinquilina buongustaia. Alla fine davamo entrambi la nostra carta di credito al cameriere perché pagavamo a metà. Il più delle volte, però, il conto era un numero difficile da dividere esattamente in due: 46,13 dollari, per esempio. Di solito la spesa veniva divisa in 23 dollari e 23,13.A me, in quanto uomo, arrivava sempre il conto più alto. È accaduto troppe volte perché potesse essere un caso. Basandomi su questo piccolo esperimento, immagino che tocchi quasi sempre agli uomini addossarsi quei pochi centesimi in più. Economicamente non cambia molto, ma psicologicamente il dato diventa interessante: i camerieri pensavano che offrire la cena fosse compito mio?
La mia amica Lise mi ha scritto che dividere il conto in parti uguali è ingiusto soprattutto nei confronti delle donne, che in genere mangiano poco (anche se un articolo del New York Times ha segnalato che spesso le donne a una cena galante ordinano la bistecca).
Certo, abbiamo visto che ci sono casi in cui fare a metà è tutt’altro che facile. Ma in genere è la soluzione più semplice. E questo ci porta a una nuova teoria: scegliamo di pagare tutti la stessa somma per esclusione, pur di non infilarci in discussioni e calcoli interminabili che rovinerebbero anche la più piacevole delle cene.
Inoltre, anche se dividere il conto in parti uguali non è sempre giusto, funziona quando il costo è spalmato su una media generale. Oggi potrei ordinare più dei miei amici e domani meno: se ragioniamo sul lungo periodo, alla fine, che importa? La preoccupazione di Lise è che le donne rimarranno sempre al di sotto di questa media, perché di solito ordinano di meno.
Forse è così, ma quest’ingiustizia ne compenserebbe un’altra: quella per cui in genere è l’uomo a pagare la cena quando esce con una donna. Inoltre la spesa sostenuta dall’uomo andrebbe analizzata alla luce di spese tipicamente femminili, come i vestiti, o della differenza degli stipendi tra uomini e donne. Ma questo è un vespaio che sarebbe meglio non aprire. Soprattutto durante una cena galante.
Marginal Foodie insegna economia a Baltimora. Appassionato di cibo, sul suo blog segnala i migliori ristoranti della città sul piano gastro-economico. Questo articolo è uscito in tre puntate con il titolo The economics of splitting the bill.
Via Internazionale.it | Lady B.
[tags]Cena, Conto, Galanteria[/tags]
ecco lo vedi che avevo ragione io, con i miei amici …
Bellissimo articolo!!!!!
ma sangue svizzero non mente sempre meglio pagare separatamente soprattutto se si esce con gente che beve molto!!!!!!
Ma se si è una coppia credo sia più carino che una volta offra uno e quella successiva l’altro no????!!!!!
è ovvio che se il conto viene offerto si magna quanto possibile!!^__^ nn serviva una statistica economica per saperlo! io lo faccio sempre!:D
però è anche vero che gli uomini si devono molto spesso accollare il conto..
è una cosa che fa piacere alle donne.. un gesto di galanteria.. ‘nzomma si fa e basta!:D
Io mangio poco ci rimetto SEMPRE quando c’è prezzo fisso o si divide avendo poi tutti amici maschi spesso la discrepanza non è di poco… per fortuna esco raramente a cena/pranzo ( con il fidanzato andando quasi sempre in pizzeria solitamente la spesa della cena equivaleva a quella del cinema ergo uno pagava la pizza uno il cine , in occasioni diverse paga lui)
Semplicemente splendido. E’ uno dei crucci maggiori di tutte le cene.
Ho una tecnica invidiabile. Generalmente se ognuno pagasse per se il mio conto sarebbe più alto della media. Mangio molto e bevo bene e tanto. Cosa faccio? Semplice, ordino al cameriere tot bottiglie di acqua naturale e tot bottiglie di acqua frizzante. Il tot varia a seconda delle persone presenti. A quel punto è obbligatorio dividere il conto.
La frase celebre è: “Acqua per tutti?”
@Samuele: Sei davvero un genio del male…
La sospettavo anche io questa cosa…
se s tratta di una coppia, a parte la prima cena, è giusto che poi ognuno paghi x sè o che si paghi una volta ciascuno il conto. Per quanto riguarda gli amici, quando s esce in gruppo è buona educazione non scroccare sapendo che il conto è equiripartito su tutti i presenti, peccato che per molti l’educazione sia in optional..nel mio gruppo x fortuna nn è mai successo, però c sn persone che lo fanno e a me sinceramente da alquanto fastidio..quindi a seconda del gruppo e di cosa si mangia sarebbe opportuno adottare differenti metodi di pagamento: se io mangio 1 fiorentina e chi sta cn me 1 pizza ognuno paga per sè..
E’ vero che le donne mangiano meno… ma è anche vero che non può diventare un pretesto per lamentarsi… basta ordinare un piatto minimamente piu’ pregiato ed ecco che i conti tornano
!
Tra amici, mia esperienza personale, se uno mangia poco di solito mette una cifra che ad occhio si avvicina a quello che ha mangiato + bevuto e gli altri dividono il resto della spesa.
Vengo a conoscenza di questo post e di questo blog dall’odierno post di Barbara.
Che dire, complimenti, ottime considerazioni!
io ci rimetto sempre quando mangio fuori e dividiamo. per esempio l’ultima volta siamo andati a mangiare la pizza, ho preso 1 acqua e 1 margherita, per un totale di 2+7=9 euro. gli altri hanno preso pizze iper farcite, media 10 euro, più birre a volontà diciamo 3/4 euro,e tutti hanno preso caffè e ammazzacaffè. risultato alla fine abbiamo speso 20 euro a testa, io da sola ne avrei spesi 9. praticamnete ho pagato due cene.
non parliamo quando andiamo in trattoria o al ristorante…