Libretto del lavoro
Il libretto del lavoro è stato abolito dal decreto legislativo 297 del 2002. Quel pezzettino di carta consunto, color panna, simbolo della maggiore età e della regolarità con l’istruzione obbligatoria è stato abolito nel lontano 2002 dopo oltre 70 anni di “onorato” servizio. A sostituirlo, quasi di soppiatto, un “nuovo” concept: un sito. Una piazza, un luogo di incontro tra domanda ed offerta, su base nazionale.
“Uno strumento potentissimo, insomma, che ad esempio permette ad una famiglia di Bolzano di contattare una bravissima colf straniera rimasta senza lavoro a Palermo!”
Un sito: La borsa continua nazionale del Lavoro. Un nome altisonante, forse anche troppo, in quanto non si tratta di una novità assoluta: è il solito, l’ennesimo sito (Monster, InfoJobs, Michael Page, Alti Profili, Mio Job, CambioLavoro) dove inserire i propri dati (anagrafici e professionali) con la speranza (forse vana, – in questo momento, ci sono 4.126 annunci su tutta Italia, a fronte di 179.151 profili) di trovare lavoro.

Il target professionale sembra essere low-profile. Ma ogni carta può essere quella giusta, in questo momento di crisi dell’economia
Interessante… mi chiedevo che fine avesse fatto…
Ottimo post, thank you!