Category: Best of

lug262009

Backup NSLU2

Ho comprato circa 2 anni fa, su “consiglio” di Andrea Beggi, il NSLU2, un NAS.
Ho, invece, scoperto da poco che il firmware base include anche una comoda, seppur non velocissima, funzione di back-up: ad orari prefissati, il NAS si collega automaticamente al PC ed effettua la copia.
Tuttavia, la schermata di configurazione, non è propriamente immediata e di facile comprensione.
A futura memoria, mia e dei posteri, lascio una guida:

NSLU2 Backup

  • Name: Nome del back-up
  • Back-up type: Tipologia di back-up, consiglio Incremental, ovvero la copia dei soli files modificati
  • Direction: La collocazione dei file di orgine
  • This NSLU2 – Share: Nome della condivisione
  • This NSLU2 – Subfolder: Cartella nella quale effettuare il salvataggio preceduta e seguita da backslash (/)
  • Other Device – Name: Nome del PC in rete
  • Other Device – Shared Folder: Percorso di rete della cartella da copiare senza includere il nome del PC, preceduto e seguito da backslash (/)
dic222008

Buon natale

Afrikaans Gesëende Kersfees
Albanese Gezur Krislinjden
Arabo Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Armeno Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand
Azerbaijan Tezze Iliniz Yahsi Olsun
Bahasa (Malesia) Selamat Hari Natal
Basco Zorionak eta Urte Berri On!
Bengali Shuvo Naba Barsha
Boemo Vesele Vanoce
Bretone Nedeleg laouen na bloavezh mat
Bulgaro Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo
Catalano Bon Nadal i un Bon Any Nou!
Ceco Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok 
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma) Yukpa, Nitak Hollo Chito
Cinese (Cantonese) Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun
Cinese (Mandarino) Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan
Cingalese Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa
Coreano Sung Tan Chuk Ha
Croato: Sretan Bozic
Danese Glædelig Jul
Dutch (Pennsylvania) En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr!
Eschimese (inupik) Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo!
Esperanto Gajan Kristnaskon
Estone Ruumsaid juulup|hi
Farsi Cristmas-e-shoma mobarak bashad
Fiammingo Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar
Filippino Maligayan Pasko! 
Finlandese Hyvaa joulua 
Francese Joyeux Noël
Frisone Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier!
Gaelico (Scozia) Nollaig chridheil huibh
Gaelico Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr!
Gallese Nadolig Llawen
Giapponese Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto
Greco Kala Christouyenna! Hamish
Hausa Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara!
Hawaaiano Mele Kalikimaka
Hindi Shub Naya Baras
Indonesiano Selamat Hari Natal
Inglese Merry Christmas and Happy New Year
Iracheno Idah Saidan Wa Sanah Jadidah
Irochese Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay
Islandese Gledileg Jol Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa
Latino Natale hilare et Annum Faustum!
Latviano Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu!
Lituano Linksmu Kaledu 
Macedone Sreken Bozhik 
Maltese LL Milied Lt-tajjeb
Maori Meri Kirihimete
Navajo Merry Keshmish
Norvegese God Jul
oppure Gledelig Jul
Occitano Pulit nadal e bona annado
Olandese Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar!
oppure Zalig Kerstfeast 
Papua Nuova
Guinea
Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu
Polacco Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie
Portoghese
(Brasile)
Boas Festas e Feliz Ano Novo 
Portoghese Feliz Natal
Rapa-Nui (Isola di
Pasqua)
Mata-Ki-Te-Rangi. Te-Pito-O-Te-Henua
Rumeno Sarbatori vesele
Russo Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
Samoa La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou
Serbo Hristos se rodi
Slovacco Sretan Bozic
oppure Vesele vianoce
Sloveno Vesele Bozicne. Screcno Novo Leto
Spagnolo Feliz Navidad
Svedese God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År
Tailandese Sawadee Pee Mai
Tedesco Fröhliche Weihnachten
Turco Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun
Ucraino Srozhdestvom Kristovym
Ungherese Kellemes Karacsonyi unnepeket
Urdu Naya Saal Mubarak Ho
Vietnamita Chung Mung Giang Sinh
Yoruba E ku odun, e ku iye’dun!

Via | EY

dic152008

Posso fidarmi di questa connessione?

Una delle principali domande che ci si deve porre quando si utilizza la connettività offerta da un terzo (un hot spot, FON, un albergo) è: “Quanto è sicura questa connessione?“.
Spesso, come sprovveduti, si ritiene sicura ogni connessione ad internet… “tanto mi ci connetto giusto un attimino, solo per leggere la posta!” (Dimenticandosi che la propria posta elettronica è tutto sul web).
La connessione “offerta” potrebbe essere sniffata, monitorata, da malinenzionati i quali potrebbero visualizzare i dati scambiati (password, indirizzi email).
La soluzione più facile da implementare per evitare di offrire su un piatto d’argento i propri dati personali sensibili, è quella di affidarsi a Hot Spot Shield recensito sia dal WSJ che dalla CNN. Il software crea una connessione cifrata tra noi e il loro server (end-point). La situazione appena proposta ha il vantaggio di essere di estrema facilità di implementazione, ma, tuttavia, richiede di “fidarsi” dell’end-point di Hot Spot Shield. Mi pare giusto il caso di ricordare che la sicurezza di una connessione è estremamente volatile poiché ci vogliono 2 nanosecondi per installare uno sniffer di rete.
Una soluzione, forse leggermente più macchinosa, ma che non richiede di fidarsi di nessuno, è quella di costruirsi una nostra VPN (connessione cifrata tra noi ed il PC di casa nostra), ricorrendo ad Hamachi – che deve essere installato sia sul proprio portatile o smartphone che sul PC di casa. Una volta che si comunica in maniera sicura con il PC di casa (grazie alla VPN di Hamachi, che è cifrata), si potrà utilizzare quest’ultimo per navigare utilizzandolo come proxy server.
Sia per installare Hamachi che per installare un proxy server (sul PC di casa), non sono richieste particolari abilità: qui le istruzioni per Hamachi e qui quelle per il proxy
Ora nel portatile o nello smartphone (connesso alla rete non sicura), nel momento del bisogno, sarà sufficiente inserire, come proxy tra le preferenze di Firefox o di Internet Explorer, l’indirizzo IP assegnato al PC di casa da Hamachi (che sarà di tipo 5.***.***.***).
La soluzione dell’installazione del proxy sul PC casalingo è un work-around nell’attesa passi su questi lidi qualche guru sistemista o appassionato che mi suggerisca come modificare la route.
Stefano Testi ha suggerito per MAC e Linux un’ulteriore soluzione.
Happy surfing.

set172007

La cena perfetta.

Quando ceniamo fuori con un gruppo di amici spesso dividiamo il conto in parti uguali. Ma è la soluzione migliore? L’analisi di un economista gourmet.

Vi è mai capitato di andare a cena con un gruppo di persone e di dividere il conto in parti uguali? Tra i miei amici è una cosa molto comune. In quel caso, siete mai stati tentati di ordinare di più? Dopo tutto, per ogni dollaro in più che spendete, pagherete solo 1 dollaro per 1/N (dove N è il numero dei partecipanti alla cena).

Sarah Reber, un’economista dalle intuizioni eccellenti, è stata la prima persona a farmi notare che alcuni mangiano a spese degli altri. Era il 1998 e all’epoca non le ho dato retta.

Ma in seguito mi sono imbattuto in un interessante articolo di Uri Gneezy, Ernan Haruvy e Hadas Yafe, in cui gli autori descrivono un test condotto su un gruppo di persone che andavano al ristorante.

All’inizio della cena, ogni partecipante ha ricevuto, in maniera riservata e casuale, una delle seguenti informazioni:

  • a) ognuno avrebbe pagato il proprio conto;
  • b) avrebbero diviso il conto in parti uguali;
  • c) la persona che aveva proposto l’esperimento avrebbe pagato il conto.

Alla fine chi aveva ricevuto la prima informazione ha consumato meno, chi pensava che la cena fosse offerta ha consumato di più, e chi si aspettava di dividere il conto in parti uguali ha consumato una via di mezzo.

Insomma, le persone consumano di più se sanno che gli altri si accollano parte (o la totalità) del loro conto. E se ne infischiano del danno economico che arrecano agli altri. La logica vorrebbe che ognuno pagasse per sé, ma allora perché è così diffuso dividere il conto? Probabilmente per semplicità: è difficile calcolare quanto ha speso una singola persona. Inoltre, suggerire a tavola che ciascuno paghi per sé è un po’ come accusare gli altri di non avere a cuore le vostre finanze.

Ragionare sul lungo periodo
Quando facevo il dottorato andavo spesso a cena fuori con una mia coinquilina buongustaia. Alla fine davamo entrambi la nostra carta di credito al cameriere perché pagavamo a metà. Il più delle volte, però, il conto era un numero difficile da dividere esattamente in due: 46,13 dollari, per esempio. Di solito la spesa veniva divisa in 23 dollari e 23,13.

A me, in quanto uomo, arrivava sempre il conto più alto. È accaduto troppe volte perché potesse essere un caso. Basandomi su questo piccolo esperimento, immagino che tocchi quasi sempre agli uomini addossarsi quei pochi centesimi in più. Economicamente non cambia molto, ma psicologicamente il dato diventa interessante: i camerieri pensavano che offrire la cena fosse compito mio?

La mia amica Lise mi ha scritto che dividere il conto in parti uguali è ingiusto soprattutto nei confronti delle donne, che in genere mangiano poco (anche se un articolo del New York Times ha segnalato che spesso le donne a una cena galante ordinano la bistecca).

Certo, abbiamo visto che ci sono casi in cui fare a metà è tutt’altro che facile. Ma in genere è la soluzione più semplice. E questo ci porta a una nuova teoria: scegliamo di pagare tutti la stessa somma per esclusione, pur di non infilarci in discussioni e calcoli interminabili che rovinerebbero anche la più piacevole delle cene.

Inoltre, anche se dividere il conto in parti uguali non è sempre giusto, funziona quando il costo è spalmato su una media generale. Oggi potrei ordinare più dei miei amici e domani meno: se ragioniamo sul lungo periodo, alla fine, che importa? La preoccupazione di Lise è che le donne rimarranno sempre al di sotto di questa media, perché di solito ordinano di meno.

Forse è così, ma quest’ingiustizia ne compenserebbe un’altra: quella per cui in genere è l’uomo a pagare la cena quando esce con una donna. Inoltre la spesa sostenuta dall’uomo andrebbe analizzata alla luce di spese tipicamente femminili, come i vestiti, o della differenza degli stipendi tra uomini e donne. Ma questo è un vespaio che sarebbe meglio non aprire. Soprattutto durante una cena galante.


Marginal Foodie
insegna economia a Baltimora. Appassionato di cibo, sul suo blog segnala i migliori ristoranti della città sul piano gastro-economico. Questo articolo è uscito in tre puntate con il titolo The economics of splitting the bill.

Via Internazionale.it | Lady B.

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