Facebook e la tutela gli utenti
Sono nuovamente a parlare di Facebook, che, nonostante abbia aggiornato le impostazione di privacy continua a violare la legge italiana.
Ho espresso il desiderio, nelle impostazioni di privacy, che le mie foto siano visibili esclusivamente a me; pertanto, mi aspetto che se una persona mi tagga in una foto, quest’ultima sia visibile esclusivamente a me, a chi l’ha caricata e a chi altro è taggato nella medesima (ovvero presente all’evento).
Ebbene, l’effetto della mia scelta non è questo: le mie foto non sono visibili sul mio profilo, ma lo sono su quello di chi le ha caricate (nel pieno rispetto delle sue impostazioni di privacy – ignorando completamente le mie).
Semplifichiamo con un esempio:
- A – il riservato – imposta che le sue foto sia visibili solo da se stesso
- B – il fotografo della festa – nessuna impostazione di privacy particolare
- C – il curiosone
con Facebook, questi sono risultati: C va sul profilo di B e vede le foto di A ovvero: la scelta di A è irrilevante.
Come è ampiamente illustrato nelle condizioni generali di Facebook (Term), in questa pagina, se è stata caricata una mia foto che io non desidero posso solo:
- View the photo and click the “remove tag” link next to your name. It will no longer be linked to your profile.
- Remember that you can only tag your friends. If you are having problems with someone constantly tagging you in embarrassing photos, just remove them as a friend (from the Friends page).
- If you don’t want the photo to be shown at all, please talk to the person who posted it. They should be respectful enough to remove unwanted photos. Unfortunately, Facebook CANNOT make people remove photos that do not violate our Terms of Use.
In buona sostanza: non posso fare nulla, solo parlare con la persona che l’ha pubblicata, chiedondole di rimuoverla (ovvero farle causa).
Mi pare appena il caso di sottolineare che rimuovere il mio tag è del tutto inutile: sarà ugualmente visibile anche se non associata al mio nome (sarà visibile dal mio capo, che è un amico del mio amico).
Dalla lettura della legge del 22 aprile 1941 n. 633:
Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell’immagine è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o colturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico.
Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l’esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all’onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata.
Insomma moltissime persone su Facebook violano la privacy, e il gestore del sito non pone in essere alcun comportamento volto a minimizzare il perpetuarsi di violazioni della privacy, o, per dirla in termini giuridici del “diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”.
La soluzione sarebbe a dir poco banale: al momento del tag è richiesta l’autorizzazione alla pubblicazione; se questa è negata la foto potrà essere condivisa solo tra le persone taggate.
Un’altra soluzione altrettanto banale sarebbe quella di poter rendere non riconoscibile il soggetto raffigurato; analogamente con quanto è stato fatto con Google Street View che ha offuscato i volti e i dati sensibili.
Alla luce di questa situazione, l’unica soluzione è quella di non farsi fotografare. Grazie Facebook per aver ridotto la nostra vita al puro gossip.
Ora, vi prego di voler rimuovere tutte le mie foto
