In fila, alla posta, a pagare i bollettini dei conti correnti. I soliti commenti: “Signore mio, ma quanto costa l’acqua!!!”
E vero, l’acqua che viene dal cielo è gratis, ma quello che si paga è un servizio. 
Perché non si dovrebbe pagare chi vi porta una tonnellata di merce commestibile, fresca, ogni giorno, magari fino al 7^ piano ed oltre del Vostro condominio e se ne riporta via una gran parte, maleodorante ed inquinata, con l’obbligo di smaltirla adeguatamente in modo da non arrecare danni all’ambiente? Una tonnellata di acqua al giorno??? Certo, mille litri al giorno per una famiglia di 4 persone. Tanto, eh?
Nella maggioranza dei casi, la famosa tonnellata, portata a casa, costa meno di un euro: quindi ogni litro un millesimo di euro.
Quanto siamo invece disposti a dare di mancia al ragazzo del negozio sotto casa che ci porta a domicilio, controvoglia, qualche confezione di acqua minerale, dopo averla già profumatamente pagata?

Perché per certi tipi di servizio, anche se non richiesti, abbiamo “sviluppato” una propensione a pagare anche in termini percentualmente assai elevati rispetto al valore del bene? A quanto arriva il costo del litro di benzina ad un self service con l’assistenza dell’extracomunitario di turno al quale lasciamo qualche spiccio (anche più di un euro) al termine di un rifornimento volante, vanificando le file ed i chilometri che facciamo per rifornire normalmente da un distributore a miglior prezzo?
E il posteggiatore? E che dire dei costi di alcuni costosissimi call center per i quali dovremmo, al contrario, essere pagati noi per accedervi….perchè semplifichiamo l’organizzazione di chi eroga quel servizio. Oppure certe storture del servizio telefonico come lo scatto alla risposta…? A questo ed a moltissimo altro siamo ormai abituati.
Basta poi considerare che l’acqua minerale in bottiglia costa anche mezzo euro al litro, cioè cinquecento volte di più dell’acqua di rubinetto e spesso, se non fosse “minerale”, non rientrerebbe nei limiti delle acque potabili…..ma il consumo, in tutto il mondo, ha crescite da capogiro.
Il gas, però siamo disposti a pagarlo, eppure è una risorsa naturale come l’acqua, con modalità di approvvigionamento e trasporto e distribuzione tra loro assai affini. È altrettanto utile e limitato nella sua disponibilità, la messa a disposizione dell’utenza richiede tecnologia e capacità imprenditoriale.
Invece per l’acqua niente di tutto questo.
Pretendiamo di aprire il rubinetto e di vederla scendere, trasparente, inodore, insapore, fresca, con il giusto quantitativo di sali disciolti. Magari anche sprecarla. Per questo bene non abbiamo propensione a pagare. Tutto gratis allora?
Certamente si, se ognuno di noi andasse al mattino ad una fonte sicura e curasse in proprio l’approvvigionamento secondo necessità assumendosi i rischi della quantità e della qualità e dello smaltimento delle acque reflue.
Certamente no se c’è una impresa industriale che impegna capitali, uomini e mezzi per garantire un servizio adeguato alle aspettative.