gen172007

Yes Man

Mi collegai a Internet, ma anziché controllare la posta elettronica, o leggere le notizie entrai in Google. Non so perché, ma digitai la frase “Vorrei aver detto no” e cliccai su “cerca”. Mi aspettavo un milione di risultati, e invece no. Qualche sito aziendale, pochissimo pagine economiche. Evidentemente il rimpianto non vende.
C’erano blog, diari, messaggi su guestbook, interviste a personggi famosi. I più interessanti erano i blog. I pensieri più intimi. I diari digitati di getto a Tulsa, Peckham, Mosca, da gente che ha qualcosa di personale da dire e che lo vuole rivelare a un mondo di sconosciuti. Un diario destinato a persone che non si incontreranno mai. Un atteggiamento coraggioso per condividere ogni aspetto della propria quotidianità… la noia, le banalità, le cose che contano.
Quella sera lessi decine di pagine diverse, in cerca di Dio solo sa cosa. Consiglio? Raccomandazioni? Trovai invece quel che era prevedibile: gente che aveva detto si quando forse sarebbe stato meglio se avesse detto no.
Un ragazza dell’Oklahoma rimpiangeva di non aver detto no quando un tale Ryan le aveva chiesto di uscire, perché lo stesso Ryan le aveva poi tirato il bidone.
Un francese rimpiangeva di non aver detto no a una partita di pallacanestro, durante la quale si era slogato il polso con il risultato che non poteva più battere bene sui tasti. E poi, molti, molti altri…
Digitati “Vorrei avere detto sì”
Ottantacinque risultati.
Li scorsi.
Sul principio, sembravano solo altre banalità. Ma poi pian piano cominciai a trovare argomenti più articolati. Certo, c’erano persone che rimpiangevano di non aver detto sì in una certa occasione perché poi gliene era derivata qualche seccatura. Altri che avevano perso una notte di sonno per aver detto un no senza valutare le conseguenze…
Ma c’erano anche quelli che conoscevano… Il dolore.
Il dolore di aver perduto una persona, di non sapere come poteva andare a finire, il dolore di scoprire, che, spesso, l’occasione si presenta una sola volta, il dolore di sapere dove li aveva portati un no con la consapevolezza che era ormai troppo tardi per trasformarlo in un sì.
Non conoscevo questa gente, non conoscevo la loro vita, la loro storia, e mai mi ero reso conto di quali conseguenze possa avere non dire sì. Erano solo voci nel buio, ma ne percepivo la tristezza.
Forse interpretai tutto questo in modo sbagliato, ma ad un tratto il non aver detto sì a qualcosa che si sarebbe rivelato splendido mi parve molto peggio che averlo detto a qualcosa che si era risolto in modo negativo.
Certo, dipende dai casi, ma cominciavo a comprendere che il rimpianto dura per sempre. C’è una grande differenza tra il fare qualcosa di cui ci si pente, e rimpiangere di non averlo fatto. E mi parve che la differenza stesse.. Be’… Nella tristezza…
Prendete la peggiore stupidaggine che avete fatto… Quanto meno è stata fatta. Finita. Chiusa. Dai propri errori si impara, poi si guarisce e si va avanti. Ma è più difficile imparare, guarire o andare avanti grazie a qualcosa che non è accaduto, qualcosa che non si conosce,e quindi è indefinibile, qualcosa che poteva rivelarsi la cosa più bella della nostra vita, se solo avessimo deciso di tuffarci, se solo avessimo trattenuto il fiato e ci fossimo buttati, se solo avessimo detto sì. Se solo…

Fonte: Yes Man. Cosa succede quando decidi di dire sempre sì!